In occasione della giornata dedicata ai nonni, alcune classi di Cancelliera, tra cui la nostra, hanno invitato i nonni, nelle rispettive aule, per trascorrere qualche ora insieme, condividendo alcune attività. Noi alunni di V abbiamo preparato un’intervista.
Qui di seguito troverete alcune nostre riflessioni insieme al racconto dei momenti che ci sono sembrati più interessanti
Flavia Ehi, ma che succede! Nonno Alvesino, nonna Alessia e nonno Francesco, sono venuti a Cancelliera. Intervistarli è stato fighissimo così come avergli dedicato una canzone. Sono stata molto felice e tutti i momenti mi sono piaciuti!
Ale Li abbiamo accolti con grande entusiasmo. C’è stata prima l’intervista: una serie di domande a “TAPPETO” che li hanno costretti a scavare nella loro memoria e raccontarci la magnifica infanzia che hanno vissuto.
Ethan i nonni della nostra classe erano tre, ma vi erano anche nonni di altre classi.
Anna Inizialmente, mi sono sentita un po’ intimidita e ansiosa, perché non era un giorno qualsiasi. Il momento più speciale è stato quando abbiamo cantato “Tu sarai…” alcuni nonni
si sono emozionati.

Marco D.B. Siamo stati travolti da una valanga di emozioni, infatti tutti cantavano, piangevano, giocavano, e ridevano, quindi i bambini e nonni erano felici.
Giorgia Oggi ho provato un’emozione davvero grande, è stato bellissimo! Il momento più bello è stato quando nonno Alvesino (che mi ricorda mio nonno), ha raccontato la sua vita.
Edo Mattinata fantastica! Tra i nonni c’era anche il mio. Ci siamo divertiti un sacco, tra domande, risate e canzoni, purtroppo il tempo è passato troppo in fretta

Samuele P è stato interessante conoscere cosa facevano i nonni alla nostra età, ascoltando in maniera diretta la loro testimonianza. Ciò che mi ha colpito di più dei loro racconti è che spesso, i nostri nonni, inventavano i giochi aguzzando l’ingegno, invece noi usiamo poco la fantasia, perché abbiamo la tecnologia.
Marco C.Durante l’intervista, io ho chiesto come giocavano a scuola durante la ricreazione, nonno Alvesino, il più anziano, ha detto che loro potevano solo chiacchierare per una decina di minuti.
Emily Fra le varie domande che gli abbiamo rivolto, c’era la mia: Quali regole c’erano a
casa e a scuola? Quali conseguenze? Loro hanno risposto che a tavola dovevano
stare composti, dovevano essere rispettosi e le conseguenze erano: bacchettate
sulle mani, in ginocchio sui sassolini, schiaffi…Molto spesso, però, bastava solo uno sguardo
Poi abbiamo chiesto se ascoltavano la musica e come la ascoltavano. Hanno risposto in modo differente: nonno Alvesino, il più anziano, non aveva modo di ascoltare la musica perché non possedeva nessun apparecchio radiofonico. Gli altri nonni hanno risposto che gli piacevano i gruppi musicali italiani e qualche gruppo rock, inoltre ascoltavano la musica dal giradischi o dal jukebox.
Eva Io invece ho chiesto ai nonni se anche loro, come noi, pranzavano a scuola. Nonna Alessia ci ha spiegato che a scuola non c’era la mensa, quindi i bambini andavano a casa a ora di pranzo e poi tornavano a scuola per fare i compiti.
Samuele B. Ho scoperto com’era prima la scuola e anche alcuni giochi che facevano loro alla nostra età. Nonna Alessia giocava spesso a campana e palla avvelenata, nonno
Francesco e nonno Alvesino, giocavano soprattutto a pallone all’oratorio.
Il momento più coinvolgente è stato quello in cui noi alunni di V insieme ai bambini dell’infanzia e della classe I abbiamo dedicato una canzone a tutti i nonni, è stato allora che mi sono accorto che mia nonna si è emozionata tantissimo.
Sara Anche per me il momento più emozionante è stato il canto. Quando siamo entrati nell’aula dei bambini dell’infanzia, c’erano solo tre o quattro nonni ma poi è arrivata una
valanga di nonni e abbiamo iniziato a cantare.

Noemi La cosa più inaspettata che ha detto nonna Alessia è che a quell’epoca andava da casa a scuola e viceversa a piedi, da sola, perché sia i genitori che i nonni, con i quali viveva, dovevano lavorare in campagna.
Gabriele Sono stato felice anche se non c’erano i miei nonni. Tutti noi abbiamo fatto un salto nel passato. Il racconto che mi ha colpito di più è stato quello di nonno Alvesino che ci ha spiegato che a scuola se ti comportavi male ti facevano mettere in ginocchio sui ceci o sul brecciolino. Ci hanno raccontato che giocavano tanto all’aperto e il gioco preferito dai maschi era il pallone, nonno Alvesino ricorda di una squadra molto forte “Il Grande Torino. Anche lui amava giocare a pallone, sognava di fare il calciatore, ma poi da grande ha lavorato alle poste al Quirinale. Questo incontro con i nonni mi ha fatto capire quanto è
importante giocare all’aperto senza quei cellulari o altri giochi elettronici.
Nonno Francesco sognava di diventare pilota, non ci è riuscito, ma ha comunque lavorato in aeroporto.
Sempre da nonno Alvesino ho appreso che esisteva un gioco che si chiamava “Il giro d’Italia” i bambini disegnavano una pista sull’asfalto, poi si sfidavano lanciando i tappi delle bottiglie lungo il percorso tracciato..
Nonna Alessia invece, la più giovane fra i nonni, ha praticato Karate per 13 anni e avrebbe voluto fare la maestra di Karate, ma poi è diventata una cuoca. Abbiamo scoperto anche che i nonni fin da bambini al termine della scuola, non trascorrevano il tempo libero a giocare, ma andavano presso qualche bottega, officina ad imparare un mestiere.
Ginevra Tra i nonni intervistati c’era anche la mia, nonna Alessia, la più giovane. La mia domanda è stata: “Indossavate delle divise?” Tutti hanno detto che avevano il grembiule e su quello di nonno Alvesino c’era anche il fiocco.
Samuel Con i nonni abbiamo fatto un viaggio indietro nel tempo, ci siamo divertiti un sacco.
Cristiano Ho provato un miscuglio di emozioni: un po’ d’ansia, imbarazzo, poi gioia, felicità, nostalgia, insomma un po’ di tutto. Alla fine dell’intervista avevo la pelle d’oca!




