“La curiosità è la chiave che vi aprirà tutte le porte” – Intervista alla prof.ssa Denis Carito

Intervista realizzata da Nicole Rosati e Beatrice Passeri – classe 1E

Intervista alla prof.ssa Denis Carito

Le alunne Nicole Rosati e Beatrice Passeri hanno intervistato la prof.ssa Denis Carito, docente dell’I.C. Antonio Gramsci. L’intervista nasce dal desiderio di conoscere più da vicino una delle insegnanti che, insieme alla prof.ssa Pecoraro, ha contribuito alla crescita e allo sviluppo del blog d’Istituto.

Buongiorno professoressa, sappiamo che il blog è un po’ anche la sua creatura, come quella della prof.ssa Pecoraro. Come la fa sentire essere intervistata proprio per il blog?

Sono molto emozionata. È significativo essere intervistata per un progetto che ho costruito con impegno insieme alla prof.ssa Pecoraro. Abbiamo messo anima e corpo nel blog, e pensare che tra le varie interviste ci sarà anche la mia, fatta da due alunne, mi rende felice e orgogliosa.

Bene, allora iniziamo. D’accordo?

D’accordo!

Dove vive?

Vivo da quattro anni a Marino, molto vicina alla scuola. Per me era importante trovare un equilibrio tra vita personale e lavoro, e abitare vicino all’Istituto è stato uno dei miei obiettivi principali.


Ha sempre vissuto qui?

No, ho vissuto in diverse zone di Roma: prima in periferia, poi più vicina al centro. Successivamente io e il mio compagno abbiamo scelto di trasferirci ai Castelli Romani per un ritmo di vita più tranquillo, più natura, più aria pulita e una quotidianità meno frenetica.


Sembra una ragazzina, ma quanti anni ha?

Quanti me ne date?
(Beatrice: “29!” – Nicole: “24!”)
Grazie, siete molto gentili… ma ne ho 37!


Qual è il motivo che l’ha spinta a diventare un’insegnante?

Il desiderio di dare. Di trasmettere ciò che ho imparato negli anni, di farlo in modo coinvolgente, creativo e umano. L’insegnante non è solo una figura didattica: è un educatore, un riferimento, una presenza che accompagna nella crescita.


Ha fatto altri lavori? Quali?

Sì, molti. Ho iniziato a sedici anni con il volantinaggio, poi come babysitter, ho lavorato anche come cameriera e commessa. Ho fatto esperienza in uno studio di grafica pubblicitaria per un anno (progettazione loghi, brochure e molto altro), ho insegnato teatro ai bambini in un centro culturale per l’infanzia per diversi anni, ho svolto volontariato e servizio civile in un importante centro romano per ragazzi con disabilità. Ho curato comunicazione e ufficio stampa per una compagnia teatrale. Ogni lavoro mi ha arricchita e insegnato qualcosa.


La sua materia preferita, a scuola, e qual è la sua materia preferita oggi?

A scuola amavo la storia dell’arte. Oggi la mia materia preferita è Arte, anche se ho sempre avuto un grande interesse anche per la storia.


Da quanto tempo insegna in questa scuola?

Da quattro anni.


Cosa le piace di più nella nostra scuola?

I sorrisi che ci scambiamo ogni mattina. E la metodologia delle aule tematiche, che rende la scuola viva, dinamica e moderna.


Pensa che continuerà a fare la professoressa di sostegno o vorrebbe insegnare la sua materia? A proposito, qual è la sua materia?

La mia materia è Arte. Amo il mio ruolo nel sostegno perché mi permette di comprendere la complessità delle persone, la bellezza della diversità come valore prezioso e di mettermi alla prova. Mi piacerebbe insegnare Arte in futuro. In parte, però, la insegno già con voi.


Ci sono classi con le quali ha lavorato che le sono rimaste particolarmente in mente e perché?

Tutte. Insegno da otto anni, anche alla scuola primaria, e ogni classe mi ha lasciato un ricordo profondo.


Ci riassume quali sono stati i suoi studi? Il suo percorso?

Il mio percorso è ampio e multidisciplinare. Ho conseguito tre lauree, ho seguito un master (come Foodblogger!) e diversi corsi specializzanti, tra cui l’abilitazione su materia, che mi hanno permesso di ampliare e approfondire le mie competenze educative, artistiche e comunicative. Questo percorso ha arricchito molto il mio modo di insegnare e di lavorare nella scuola. Ho anche insegnato per diversi anni alla scuola primaria.


Ha praticato o pratica sport?

Amo correre: quando posso partecipo a mini maratone o corro da sola ascoltando musica. Mi piace allenarmi in palestra e da poco ho iniziato il Pilates che mi piace molto. Pratico regolarmente meditazione al mattino.


Ha un hobby in particolare?

Leggere. Anche se non sempre ho il tempo che vorrei, quando apro un libro mi isolo dal mondo: al lago, al mare, su un prato… leggere è il mio modo per entrare in altri mondi. Ma anche andare a vedere mostre in solitaria, prendermi il mio tempo e rimanere sul luogo anche per ore!


Qual è il suo animale preferito?

Il cane, anche se non ho animali.


Qual è il suo colore preferito?

Un tempo era il verde, oggi è il blu.


L’opera d’arte che l’ha colpita di più e perché?

“L’enigma di un pomeriggio d’autunno” di Giorgio de Chirico. È un’opera che non dà risposte, ma domande. Un dipinto che comunica mistero, attesa e inquietudine, capace di far riflettere senza spiegarsi del tutto.


Ha fatto dei viaggi? Dove è andata?

Sì, ho viaggiato. Ho vissuto un anno in Scozia, esperienza che mi ha cambiata profondamente. Sono stata in Grecia, Spagna, Regno Unito, ma ho ancora tanti luoghi che vorrei vedere, a partire dall’America.


Quanti tatuaggi ha e che significati hanno?

Ne ho 12. Il primo è un ricordo di mia madre. Un altro, sul dito, rappresenta un anello che avevo perso. Molti tatuaggi sono legati alla musica, in particolare al gruppo islandese Sigur Rós. La parola che preferisco è hoppipolla, “saltare sulle pozzanghere”: un invito a vivere affrontando le difficoltà con coraggio e leggerezza.


Ha dei migliori amici? Ce ne parla?

Sì, due in particolare: Michelangelo e Valentina, entrambi artisti. Ci vediamo poco, ma siamo molto legati.


Qual è secondo lei il suo maggior pregio e il suo peggior difetto?

Il mio pregio è la disponibilità e l’altruismo. Il mio difetto è la testardaggine, che a volte diventa rigidità… ma spesso è anche una forza.


Ci consiglia una canzone e ci spiega perché?

“Vai!” di Alfa. Non è il mio genere, ma il messaggio è perfetto per la vostra età: continuare a guardare avanti, superare le difficoltà, non arrendersi.


Qual è il messaggio o il pensiero che vuole dedicare agli alunni e alle alunne del Gramsci?

Il pensiero che voglio lasciarvi è questo:
siate curiosi. Sempre.
Non vivete in superficie, non accontentatevi di quello che sapete: chiedete, osservate, indagate. La curiosità è la chiave che vi aprirà tutte le porte.
Non cercate di piacere a tutti: è impossibile. Cercate piuttosto di riconoscervi in ciò che fate e in ciò che siete.


Grazie mille, prof!

Grazie a voi.

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