L’Orientamento…visto dall’altra parte – della Prof.ssa Cristina Piras

Dicembre è un mese di passaggio, la fine dell’anno è vicina ed è tempo di bilanci, di chiusure, di scelte, di nuovi inizi o, semplicemente, di vita che scorre.

E la vita è passata anche in questa settimana appena trascorsa. Ricca di incontri, di impegni, di lavori, di movimento. Quello dei docenti dell’istituto Gramsci per accompagnare gli alunni nell’aula di musica, o in quella di arte, passando per l’aula magna e il laboratorio scientifico o quello informatico e fermarsi in quella di lingue.

Quello degli alunni, per accaparrarsi i posti migliori, quelli delle file in fondo, ma anche per ascoltare con più attenzione ciò che maggiormente li interessi. E dei docenti ospiti per presentare gli istituti dove insegnano, i programmi che offrono, gli indirizzi di studio tra cui scegliere, accompagnati dall’entusiasmo dei loro testimoni più affidabili: gli alunni stessi. E la disponibilità dei rappresentanti dei genitori, per fornire prontamente il materiale o il loro aiuto per il mercatino della solidarietà. Dei collaboratori scolastici che come ogni giorno rispondono alle nostre esigenze. Dei colleghi della scuola Primaria che hanno realizzato insieme agli alunni della Secondaria pezzi di conoscenza a misura di bambino.

Ok. Va bene.

Ho trascorso più tempo con alcune classi rispetto ad altre; ho percorso cinque metri in più del normale, ma la mia scansione oraria è stata rispettata. E moltiplicate questo per tutti i docenti della scuola secondaria coinvolti nelle giornate di “Orientamento”.

E incastrate questo con le disponibilità dei docenti ospiti senza che il loro passaggio nella nostra scuola scombussoli più di tanto: manda invito, aspetta risposta, leggi risposta e intanto tieni d’occhio la casella della posta per vedere se altre scuole abbiano risposto all’invito, calendarizza le attività, magari prova a chiedere se gentilmente “potrebbe cambiare orario o giorno” o “ma cosa ne pensa se”, organizza gli scuolabus per gli spostamenti degli alunni delle altre sedi per permettere loro di vivere le stesse esperienze…

Ovviamente sto solo immaginando cosa possa comportare l’organizzazione di tante attività facendo sembrare che tutto scorra come nella norma, risolvendo eventuali imprevisti (il bello della diretta) sempre con un sorriso, e sempre con il sorriso accertarsi che tutto scorra nella norma.

Brindo alla vita che scorre. Brindo a voi ragazzi e alle vostre scelte, fatte col cuore.

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