IL VOLO NEL MUSEO AERONAUTICO DI BRACCIANO di Pavel e Bagnato – classe 1A

Martedì 28 aprile siamo andati in gita al museo aeronautico di Bracciano. E’ un’area militare, quindi c’erano moltissimi militari,  potevamo fare le foto ma era assolutamente vietato toccare qualcosa.

Non c’erano aerei di linea, ma solo aerei ed elicotteri militari (proprio perché è un’area militare). 

Siamo partiti dai modelli più recenti fino ad arrivare ai più antichi. 

Abbiamo visto davvero tanti modelli di aerei ed elicotteri e la guida ci ha spiegato man mano le varie funzioni che avevano. Siamo entrati nei diversi hangar dove sono stati “parcheggiati” gli aerei e gli elicotteri. 

In un hangar in particolare c’erano anche caschi e tute spaziali usate dai veri astronauti.

Proseguendo la nostra visita abbiamo visto degli elicotteri, alcuni erano giganti, mentre altri piccolissimi, come il D’AT3 (l’elicottero più piccolo che si trova nel museo). 

Seguentemente abbiamo fatto dei quiz, la guida ci indicavala descrizione del modello di ‘aereo da individuare e noi lo dovevamo trovare (potevano trovarsi anche in vetrina e potevano essere anche dirigibili). 

Abbiamo visto anche aerei che hanno fatto dei record, e abbiamo scoperto che l’Italia usava colori rossi perché durante gli anni ’20 e ’30, l’Italia fascista investì molto in competizioni aeronautiche, come la Coppa Schneider, per stabilire record di velocità (come l’idrovolante Macchi-Castoldi MC.72).

Poi abbiamo scoperto come è nato il simbolo della Ferrari: le radici del cavallino risalgono al Reggimento “Piemonte Reale Cavalleria”, una storica unità militare che aveva come stemma un cavallino d’argento su sfondo rosso. Il pilota Francesco Baracca, essendo un ufficiale proveniente proprio da quel reggimento, decise di onorare le sue origini militari e fece quindi dipingere lo stemma del reggimento sulla fusoliera del suo aereo da caccia Nieuport, modificando il colore del cavallino da argento a nero per renderlo chiaramente visibile sul tessuto chiaro dell’aeroplano. Cinque anni dopo la morte in azione di Baracca, la madre del pilota, Biancoli, incontrò Enzo Ferrari. Gli aerei da competizione e da record erano dipinti con il caratteristico rosso corsa, un colore che storicamente ha contraddistinto la velocità e lo spirito energico italiano in questo campo.

Alla fine del tour siamo tornati nel pullman, dove abbiamo visto tutte le foto che abbiamo fatto. Ci siamo tutti divertiti guardando queste bestioline che volano nel cielo. ESPERIENZA DA RIFARE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto