All’I.C. Antonio Gramsci – Plesso Cancelliera, la classe V A della scuola primaria ha realizzato un cartellone che non è soltanto un elaborato artistico, ma un vero percorso emotivo e umano capace di raccontare con sincerità il dolore delle parole cattive e, allo stesso tempo, la forza immensa della gentilezza.
L’opera colpisce immediatamente per la sua struttura divisa in due mondi opposti.
Da una parte domina il grigio: un ambiente cupo, duro, soffocante. Le immagini rappresentano prese in giro, esclusione, silenzi imposti, derisione, paura e fragilità. Le frasi “STAI ZITTO” e “NON VALI NULLA” diventano pugni nello stomaco, perché mostrano senza filtri quanto le parole possano ferire un bambino. I disegni, semplici ma potentissimi, riescono a dare voce a emozioni che spesso restano nascoste: tristezza, isolamento, senso di inadeguatezza.

Ma il cartellone non si ferma al dolore.
Dall’altra parte tutto cambia: arrivano i colori, la luce, l’abbraccio, l’ascolto, l’amicizia. Le parole diventano cura: “Sei gentile”, “Sei molto importante”, “Ti voglio bene”, “Mi piaci tanto”. I bambini mostrano così l’altra faccia delle relazioni umane: quella che salva, accoglie e restituisce fiducia.
È proprio questo il valore più profondo del lavoro della classe V A: aver compreso che il bullismo non si combatte soltanto dicendo “non farlo”, ma scegliendo ogni giorno parole diverse, gesti diversi, atteggiamenti diversi.
Attraverso il linguaggio dell’arte, del colore e del disegno, gli alunni sono riusciti a trasformare un tema difficile in un messaggio educativo autentico, intenso e universale. Ogni scena racconta una riflessione, ogni dettaglio dimostra sensibilità, ascolto e partecipazione emotiva.
Questo cartellone rende onore alla scuola quando diventa spazio di crescita vera: un luogo in cui i bambini imparano non solo a studiare, ma soprattutto a riconoscere le emozioni degli altri, a rispettarle e a prendersene cura.
La classe V A del Plesso Cancelliera ha dato prova di grande maturità e umanità, realizzando un lavoro che merita di essere guardato con attenzione, perché ricorda a tutti — adulti compresi — che una parola può ferire profondamente, ma può anche salvare qualcuno dal sentirsi solo.


